A ognuno la sua paura, ma la Meloni è peggio di Trump

Ognuno si spaventa di quel che vuole, gli incubi collettivi sono un precetto base delle società evolute, ma si declinano in modi bizzarri a seconda delle latitudini. Da noi fa molto spavento il taglio degli alberi e la riduzione dei boschi, ma se chiedete a un contadino ha più paura per il ritorno i
Ognuno si spaventa di quel che vuole, gli incubi collettivi sono un precetto base delle società evolute, ma si declinano in modi bizzarri a seconda delle latitudini. Da noi fa molto spavento il taglio degli alberi e la riduzione dei boschi, ma se chiedete a un contadino ha più paura per il ritorno in grande stile di lupi e cinghiali; la Giornata del sonno certifica l’allarme sociale sulla difficoltà del dormire; l’abuso di smartphone conduce a disturbi del sonno e giustifica l’allarme della Giornata suddetta; il referendum sulle trivelle manda in paranoia metà del Pd, la condanna di Denis Verdini getta nel panico l’altra metà (anzi, è la stessa metà). L’Economist è un giornale globale di maggior serietà, e così l’Economist intelligence unit ha compilato un elenco in 25 punti dei maggiori rischi per l’umanità nell’anno corrente. Niente che non sapessimo già, come la crisi della Cina, e paure con cui abbiamo già imparato a convivere, come “la minaccia crescente del terrorismo jihadista”. Colpisce però che la possibile elezione di Donald Trump alla Casa Bianca si considerata un rischio peggiore dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, di un conflitto nel Mar cinese meridionale o dell’implosione dell’euro. Provinciali come sono, nell’elenco non compare però lo spavento per una eventuale Giorgia Meloni sindaco di Roma.

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