Compagni per Parisi e veronesi per Roma. Dai, ci siamo

Gira sui social un fantastico logo, un fake, che però spiega come al solito un sacco di verità (mezze verità, d’accordo) che non si potrebbero dire mai. C’è un pugno chiuso comunista dentro a un cerchio, e intorno la scritta: “SINISTRA MILANESE - COMPAGNI PER PARISI”. E chissà che la sinistra dura e

Gira sui social un fantastico logo, un fake, che però spiega come al solito un sacco di verità (mezze verità, d’accordo) che non si potrebbero dire mai. C’è un pugno chiuso comunista dentro a un cerchio, e intorno la scritta: “SINISTRA MILANESE - COMPAGNI PER PARISI”. E chissà che la sinistra dura e pura milanese, che non trova il candidato giusto per far perdere Beppe Sala, alla fine non si rassegni a votare Stefano Parisi, tanto per far accoppare Renzi. E chissà che al confronto di un candidato così da Partito della nazione, insomma di destra, come Sala, un uomo come di Parisi non sia in fondo in fondo (ma senza andare in fondo) più di sinistra. Grande è la confusione ideologica sotto il cielo. Ma a Roma, dove la confusione è grande anche senza essere ideologica, succede di meglio. A destra, s’intende. La notizia-boutade del sindaco di Verona Flavio Tosi (ex leghista, ora guida un movimento detto Fare!, dal nome malauguratamente passeriano) che vuole candidarsi al Campidoglio è quasi più divertente del logo-fake di Milano. “Sto pensando di candidarmi a Roma, alcuni amici me l’hanno chiesto e io il sindaco lo so fare”. Del resto, dopo l’improbabilità dei nomi finora esibiti, perché no? Anche lui ha qualcuno da far perdere fisso: l’odiato Salvini e la sua amica Meloni. Anche lui i campi rom li chiude. Anche lui amministra una città con un bel fiume, e due squadre di calcio che non giochicchiano male. Per candidarsi a Roma, serve altro?

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