Il Collatino. Il vero di un padre senza colpa e senza Vespa

Sulla storia del Collatino ancora l’altra sera da Vespa discettavano di scientismi e moralismi parimenti vani. Prima c’era andato il padre di uno dei due, inizio di un dibattito inaudito e vile sulle colpe dei padri e quelle dei figli. L’altro giorno il Fatto (suo onore) ha pubblicato la lettera di
Sulla storia del Collatino ancora l’altra sera da Vespa discettavano di scientismi e moralismi parimenti vani. Prima c’era andato il padre di uno dei due, inizio di un dibattito inaudito e vile sulle colpe dei padri e quelle dei figli. L’altro giorno il Fatto (suo onore) ha pubblicato la lettera di un padre, e siccome è tragica e dice il vero è passata inosservata. Ne prendo in prestito alcuni passaggi: “Quando l’altro giorno il primo telegiornale ha passato la notizia dell’accoltellamento di un ragazzo da parte di altri due dopo un festino a base di cocaina, io ho davvero sperato che il nome di uno degli assassini o della vittima non fosse quello di mio figlio, di cui, come spesso accade, ho perso le tracce da qualche giorno. Io e mia moglie abbiamo educato Lorenzo senza bastoni né carote… Abbiamo cercato di far crescere in lui il senso di rispetto della legge e del prossimo senza nessuna promessa di ricompensa terrena o celeste ma solo per la bellezza di essere una persona buona. Di tutto questo non c’è traccia nella sua personalità… Ora non ho più nessun modo di correggere la vita di Lorenzo che, superati i 28 anni, non può più ricadere sotto un pur sacrosanto diritto paterno di salvare il proprio figlio… Guardo la storia della nostra vita insieme e mi accorgo di non avere colpe. E quasi me ne pento perché mi distrugge pensare che mio figlio sia stato rovinato solo da sé stesso, da un’indole nata con lui e dal mondo che lo circonda”. Così, per leggerla. Eventualmente ricordarsela.

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