Caro Giuliano, forse siamo in un film delle sorelle Cohen

All’ultima Festa del cinema di Roma George Clooney dichiarò di essersi ripromesso che Burn after reading sarebbe stata “l’ultima volta che facevo lo scemo in un film del fratelli Cohen”. Poi c’è ricascato, e adesso trionfa in gonnellino da antico romano in Ave, Cesare!. Ma siccome la vita è una sofi
All’ultima Festa del cinema di Roma George Clooney dichiarò di essersi ripromesso che Burn after reading sarebbe stata “l’ultima volta che facevo lo scemo in un film del fratelli Cohen”. Poi c’è ricascato, e adesso trionfa in gonnellino da antico romano in Ave, Cesare!. Ma siccome la vita è una sofisticata commedia degli equivoci, è bello fantasticare che un giorno i fratelli Joel ed Ethan si trasformino nelle sorelle Cohen e facciano recitare George, o Giorgia, en travesti. Sarebbe divertente, ma non proprio inedito. Ci hanno già pensato i fratelli Andy e Larry Wachowski, i registi della saga di Matrix. Che adesso, con quattro anni di distanza l’uno dall’altro, sono diventate le sorelle Lana e Lilly Wachowsky. Magicamente reloaded, come il loro film. Ma siccome il cinema è un cattivo sequel della vita, il remake di se stessi (stesse) di Lana e Lilly è un film già visto e una trama già sfruttata. Chiamatelo gioco delle personalità, o storytelling della seconda chance, Ma non è più un “per la prima volta su questi schermi”. C’è già stato un decatleta che s’è presa le copertine e gli applausi, c’è già stato persino un ex governatore regionale che è diventato mamma, oppure papà. Il mio amico Giuliano si stupisce di essere d’accordo con se stesso su certe idee relative alla fluidità dei corpi, e teme di essere solo. Solo forse non è, magari siamo in due, come fratelli o sorelle. Ma la vita è un sogno ad occhi aperti, caro mio, proprio come il cinema. E noi, siamo probabilmente fuori ruolo.

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