C’è anche il rampollo di Roby Facchinetti che fa un a-partito

Ciao mi chiamo Francesco e sono prima di tutto un padre”. E’ un incipit così misericordina-style che penserete subito a quel Francesco. Sbagliato. E’ l’epoca dei rampolli. Sì, anche su questo pensate di sapere tutto, Jaki e Rodolfo hanno salutato le ubbìe di babbi e nonni, e ora si scambiano i caste

Ciao mi chiamo Francesco e sono prima di tutto un padre”. E’ un incipit così misericordina-style che penserete subito a quel Francesco. Sbagliato. E’ l’epoca dei rampolli. Sì, anche su questo pensate di sapere tutto, Jaki e Rodolfo hanno salutato le ubbìe di babbi e nonni, e ora si scambiano i castelli come fossero territori del Risiko. No, non sapete tutto. C’è pure Francesco, rampollo anche lui. Di Roby Facchinetti. Ha deciso di fondare un movimento politico, però a-politico. Perché adesso che è padre pensa al suo, di rampollo, e che gli vuoi lasciare in eredità? I Pooh? Un mondo così? Giammai. Rimboccarsi le maniche, ci vuole. Così scrive su Facebook: “La prima decisione che dobbiamo prendere insieme è il NOME”. E anche a non essere CdB con Rodolfo, ti metti nei panni del Roby. Ha sgobbato tutta la vita, cinquant’anni alla tastiera. Passando da “Sono l’uomo di ieri” a “Per chi merita di più”. Un filantropo, a suo modo. E adesso il rampollo scrive che il nome più quotato è “Volare”. Come aver lavorato tutta la vita per un’altra ditta. Rottamare il buon nome di papà per mettere su un partito ma senza politica, manco al figlio di Casaleggio verrebbe in mente. Con la scusa che “i giovani al giorno d’oggi sono come delle Ferrari chiuse nei garage” (almeno non rischiano l’omicidio stradale, no?). Poi magari finisce che tuo figlio tra qualche anno diventa amico su Fb di Tobia Antonio, e gli scrive: “Il mio vecchio voleva fare un partito. Sai che forse a te, con l’utero in affitto, non ti è andata così male?”.

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