Mi unisco agli scoop su Repubblica, con un francobollo

Dopo la valanga di scoop con cui il Foglio ha svelato la trama editoriale del secolo Agnelli-Repubblica, che porterà alla costituzione del maggior gruppo quotidianistico d’Italia e a rivoltare l’Italia dei poteri informativi come li conoscevamo, compresa la reductio del Corriere della Sera a quotidi
Dopo la valanga di scoop con cui il Foglio ha svelato la trama editoriale del secolo Agnelli-Repubblica, che porterà alla costituzione del maggior gruppo quotidianistico d’Italia e a rivoltare l’Italia dei poteri informativi come li conoscevamo, compresa la reductio del Corriere della Sera a quotidiano locale di Via Solferino, non è che qui si possa anche solo pensare di avere qualche cosa da dire in più. Renderò perciò onore, come un filatelico della mutua, al francobollo celebrativo che l’Istituto Poligrafico dello Stato ha deciso di emettere per i quarantanni della fondazione del quotidiano che fu di Eugenio Scalfari. Valore stampigliato, 0,95 centesimi. Valore di collezione, non sapremmo dire. Valore affettivo, tendente all’infinito. E’ anche un bel francobollo, graficamente, c’è la testata e la prima pagina del primo numero. Si legge “incarico a Moro” in grande e “la sfida è sull’economia” in piccolo.  Due cose che restituiscono la perfetta idea del tempo che è passato, e di quello che non passa mai. Poi però un francobollo celebrativo è sempre un francobollo celebrativo, anche nel caso – e Dio non voglia – che non si tratti del monumento a un defunto (editorialmente parlando). E così i quarant’anni di Repubblica celebrano a monumento qualcosa che è passato. Ed è passato sulle teste dell’Italia come una bufera, perché lo è stata. E adesso la capacità del supergiornale che verrà di fare altrettanto è grande come un francobollo.

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