Donata, Irene, Ilaria e il fantasma di Antigone che torna

E’ nei momenti che definiamo di solito bui, o sono dolorosi?, nella vicenda delle società che di solito torna, fantasma prepotente, il mito di Antigone. D’un tratto sembra l’unica figura di giustizia che ci resti, cui appellarci. Ieri Donata, la sorella di Denis Bergamini, che era un calciatore di s
E’ nei momenti che definiamo di solito bui, o sono dolorosi?, nella vicenda delle società che di solito torna, fantasma prepotente, il mito di Antigone. D’un tratto sembra l’unica figura di giustizia che ci resti, cui appellarci. Ieri Donata, la sorella di Denis Bergamini, che era un calciatore di seconda leva e fu trovato morto sulla statale 106 Ionica nel 1989, ha presentato una formale richiesta alla procura della Repubblica di Castrovillari per la riesumazione del cadavere del fratello. Una brutta storia, forse di ’ndrangheta o chissà, liquidata male dalle inchieste e dai giudici, come tante altre. E la famiglia non prese mai per buona che si fosse buttato sotto a un camion. Ma è quasi trent’anni fa, può così tanto la memoria di Antigone? Ieri è slittato l’incidente probatorio per accertare “natura, entità ed effettiva portata” delle lesioni che uccisero Stefano Cucchi. E’ stata Ilaria Chucci, che è l’immagine stessa di Antigone in piedi di fronte alla nostra giustizia, a chiederlo. Anche se quel suo sospetto (che il medico legale che dovrebbe occuparsi della cosa sia stato un massone) sembra più un incubo da eroina greca che una buona argomentazione laica. Poi c’è Irene, col suo gran nome greco, la sorella di Giulio Regeni che scrive su Facebook, ma sembra un coro di tragedia: “Appendete striscioni, condividete le foto, per mio fratello, per Giulio Regeni, per il mondo intero”. E non c’è più l’obbligo di fedeltà nemmeno per le coppie, c’è solo questa fedeltà di sorelle. Così, per pensarci.

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