Freccero vada a Radio Alice, che la Rai si piglia Linus

Avrei anche lasciato perdere, Freccero. Ma ha attaccato pure Giovanna Botteri, che ogni volta che la vedo su Rai3 mi sembra di tornare al Village degli anni Settanta e la adoro anche solo per questo tuffo di gioventù. Però la verità è che Carlo Freccero, famoso nella storia della televisione per ave
Avrei anche lasciato perdere, Freccero. Ma ha attaccato pure Giovanna Botteri, che ogni volta che la vedo su Rai3 mi sembra di tornare al Village degli anni Settanta e la adoro anche solo per questo tuffo di gioventù. Però la verità è che Carlo Freccero, famoso nella storia della televisione per aver fatto contro programmazione coi Puffi (cit. del supremo Enrico Ghezzi), ora che è consigliere al profumo di Grillo nel cda Rai fa un po’ ridere, un po’ tanto, quando se ne va a Radio Onda Rossa (quanto manca prima che provi a rilanciare Radio Alice?) a dire la qualsiasi sull’emittente pubblica che dovrebbe contribuire a rendere più bella e indipendente che pria. Ma tracce, del suo portentoso lavoro di restauratore, non se ne vedono. Pazienza non gli vadano bene Obama e Renzi, la democrazia non è un Masterchef di gala. Ma non gli sta bene Campo Dall’Orto, “uomo solo al comando”, non gli sta bene Sgarbi per Umberto Eco, non gli vanno bene il glamour, la moda e nemmeno l’infotainment perché gli sembra Vanity Fair, non gli va bene “Linea notte”, perché invita “solo quelli del Foglio”. Non è che qui si voglia fare l’elogio di Anzaldi, che è un bacchettone e non sopporta le “terminologie offensive”. Ma quando dice: “Non si configura un danno per la Rai?”. Be’, danni non saprei. Ma se cercavano uno che si intendesse un po’ di comunicazione, non è che invece di Freccero potevano nominare, che so, Linus?

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