Il pansessuale Deadpool e Gabriele, l’alter ego disturbante

Trovatemi uno della mia generazione che non ha mai sognato di essere Spiderman. O uno di quella dopo che non ha voluto essere una Tartaruga ninja. Io volevo essere il Mitico Thor (per dettagli chiedete al mio psicoanalista). Ma adesso ai millennial e anche a quelli più giovani piace molto Deadpool,
Trovatemi uno della mia generazione che non ha mai sognato di essere Spiderman. O uno di quella dopo che non ha voluto essere una Tartaruga ninja. Io volevo essere il Mitico Thor (per dettagli chiedete al mio psicoanalista). Ma adesso ai millennial e anche a quelli più giovani piace molto Deadpool, il supereroe pansessuale che tra i vari superpoteri ha la capacità di amare le persone indipendentemente dal loro genere. E ci dà parecchio dentro. Poi però dai sogni, persino dai sogni in maschera di Deadpool, si precipita nella realtà che a volte nasconde (o esibisce, meglio) qualcosa di più disturbato, e anche di terribile. Per dirla tutta, stavolta, di agghiacciante. La storia di Gabriele Defilippi, 22 anni adesso, molti meno quando ha iniziato, e delle sue fotografie sui social nelle più diverse trasformazioni di genere e personalità, che assieme al suo amante (sic) di 54 anni, Roberto Obert, avrebbe ucciso la professoressa Gloria Rosboch, 49enne, per impedirle di denunciare il raggiro con cui le aveva sottratto 187 mila euro con inverosimili promesse di amori e piaceri, non è un film da supereroi. Ma ha la rara, disturbante, capacità di sospendere la nostra incredulità. E se c’è molto di straziante, di patetico, nel destino di questa donna persa da qualcosa che non aveva mai avuto né immaginato, c’è qualcosa, al netto delle perizie psichiatriche, di più folle, o rivelatore, nella storia di Gabriele e nel mistero così contemporaneo di quelle sue personalità ridotte a fotografie.

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