Effetti del lodo Liguori sul big match Juve-Napoli

Una querela è una querela, e due querele sono due querele. Ma sai quanto gli rimbalza a uno come Paolo Liguori, tempra da combattente che non ha mai avuto paura dei giudici, figurarsi di quelli con lo zufolo in bocca. Però c’è da raccontare questo, con tutte le cautele del caso.
Una querela è una querela, e due querele sono due querele. Ma sai quanto gli rimbalza a uno come Paolo Liguori, tempra da combattente che non ha mai avuto paura dei giudici, figurarsi di quelli con lo zufolo in bocca. Però c’è da raccontare questo, con tutte le cautele del caso. Il direttore del Tgcom24 (per professione) e “anti juventino” (per scelta civica), non si era limitato a dichiarare che se per la partitona di stasera Juventus-Napoli designassero Rizzoli “è sicuro che ci sarà un errore arbitrale a favore della Juventus”. No, da giornalista politico che la sa lunga aveva anche suggerito che mandassero Orsato, allo Stadium. E com’è come non è, siccome in Italia a ogni intransigenza dei Poteri corrisponde il lodo di un ammorbidimento uguale e contrario, è finita che ad arbitrare sarà Orsato, perché Rizzoli s’è infortunato al polpaccio e non può. E niente da dire che si sia fatto male, però a noi vecchi stronzi i raffreddori del Cremlino ci hanno sempre fatto godere. “Non gli avevo certo augurato un infortunio, avevo semplicemente detto che per me il migliore era Orsato”, ha inzigato Liguori a radio Kiss Kiss Napoli, che ormai lo tratta come un Martin Luther King redivivo. E siccome litigare con due alla volta per Liguori è una noia da oratorio, se l’è presa anche con Pierluigi Pardo di Tiki Taka, reo di avere “immediatamente preso le distanze da quello che ho detto, a mio avviso è un atteggiamento bigotto”. Ah, il circo mediatico-calcistico-giudiziario, quanto ci mancava.

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