Dalla Chiesa fiction

Dalla Chiesa fiction

Rita Dalla Chiesa

Accusatemi pure di feticismo. Ma vedere candidati, Milano e Roma, il format di Un giorno in procura e quello di Forum, mi sarebbe piaciuto da matti. A Milano il principe – ormai un po’ destituito di elmo e spadone – dei politici che credono, fortissimamente credono che la politica si faccia per prima cosa nei tribunali. Insomma Nando, che ultimamente molto s’era speso per opporre la società civica e manettarista al candidato Mr. Expo. Tanto da far sussurrare che avrebbe potuto diventare lui, il candidato di vera sinistra pronto al grande sgambetto a Beppe (e Matteo). A Roma,  l’ex regina del talk tribunalizio, altrettanta fiction. Insomma Rita, la di lui sorella, ma candidata per fantastico family plot dalla parte avversa, con il centrodestra. Sarebbe stato un gran romanzo popolare, un feuilleton balzacchiano specchio dell’Italia irreale. Ma non siamo paese di grandi fantasie narrative. Così Nando Dalla Chiesa pare (pare) abbia già detto no. Mentre a Rita Dalla Chiesa è bastato un peto senza petizione di Salvini per farle ruzzolare lontano l’ideuzza. Però sarebbe stato un bel vedere. Poi, Rita ha fatto la signora: “Non credo di essere all’altezza per fare il sindaco”. Invece Nando le aveva già spedito un pizzino in piena regola: “Occhio ai serpenti, ne avrà da tutte le parti”. Stili.

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