Consigli per i prossimi endorsement del prof. Giavazzi

Ci sono chiose che possono essere fatte solo col dovuto rispetto, perché vanno a toccare il punto di vista di commentatori importanti. E non c’è che da rimarcare la sproporzione tra il cronista tuttologo e che pure s’azzarda a sbirciare, casomai il re oggi fosse nudo, e lo stimato professore. (O alm
Ci sono chiose che possono essere fatte solo col dovuto rispetto, perché vanno a toccare il punto di vista di commentatori importanti. E non c’è che da rimarcare la sproporzione tra il cronista tuttologo e che pure s’azzarda a sbirciare, casomai il re oggi fosse nudo, e lo stimato professore. (O almeno così mi hanno insegnato da piccolo). Però, col dovuto rispetto, un paio di domandine vien voglia di farle, al professore Francesco Giavazzi. Che è stato una nostra star fin da quando predicava l’Agenda Giavazzi (era una star pure di Daniele Capezzone, ma nessuno è perfetto). Poi si fidò di Mario Monti, collega cattedrattico e corrierista e buttò giù una bella spending review, ma quelli (i burocrati, direbbe Renzi) gliela chiusero in un cassetto con tutte le dita dentro. Ultimamente, il professore ha buttato giù un po’ di appunti del genere “cosa fare per salvare l’Europa” e s’è spericolato un poco nel sottolineare i benefici dell’immigrazione. Tesi: “I migranti sono un’opportunità”, e fin qui bene. Un tantino più hard è dire che Merkel abbia accolto un milione di profughi per Realpolitik. Ma, soprattutto il prof bocconiano e liberista s’era dichiarato apertamente a favore di Balzani sindaco contro Beppe Sala. E va bene che ieri tutti dicevano che a prenderla in quel posto, alle primarie, è stato solo Pisapia. Ma se possiamo chiosare, non è che il professore l’abbia proprio azzeccata. E se possiamo azzardare un consiglio per i prossimi endorsement: professore, non si butti su Passera.

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