Mangiarsi una braciola e salvarsi dalla dieta onusiana

I vegani? “Quando vedo Red Ronnie mi viene voglia di mangiare le braciole”. Così ha sparato Enrico Ruggeri (siamo pronti per Sanremo, sì), che è stato punk prima di te, ex Champagne Molotov, non proprio uno stinco di salutista.
Mangiarsi una braciola e salvarsi dalla dieta onusiana
I vegani? “Quando vedo Red Ronnie mi viene voglia di mangiare le braciole”. Così ha sparato Enrico Ruggeri (siamo pronti per Sanremo, sì), che è stato punk prima di te, ex Champagne Molotov, non proprio uno stinco di salutista. Quasi a sviluppargli il refrain, ecco che arriva il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare (esiste, sì) che dal ministro Lorenzin era stato incaricato di indagare se la bomba stordente contro il libero barbeque, lanciata mesi fa dall’Organizzazione mondiale della sanità (esiste pure quella, sì) sulla relazione tra consumo di salsicce e di carni rosse e aumento del “rischio insorgenza” di tumori del colon avesse solide basi. O se fosse soltanto una nuvola di fumo da Diavolina della domenica mezzogiorno. Ebbene, il comitatone ha sentenziato che, le carni rosse non causano il cancro al colon retto. Cercatene un’altra, onusiani. Il Comitato ricorda altresì che l’insorgenza dei tumori deriva da fattori di natura individuale, comportamentale e ambientale – e qui si sfiora il thatcherismo a-sociale, ragazzi. Certo, le “abitudini di cottura” qualcosa contano pure quelle: ditelo alla mamma, bambini. Ma siamo sempre lì. Nel paradigma salutista onusiano, per cui basta il ronzio di un zanzara Zika per scatenare una campagna abortista in Sudamerica (che sarebbe successo se, per ebola, qualcuno avesse chiesto lo sterminio dei bonobo dell’Africa?), c’è sempre qualche cosa che non torna. Meno male che c’è la Lorenzin. O anche Ruggeri, a suonargliele.

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