Buongiorno Gramellini, sei uno stronzo (e mi scuso)

Non pensavo che sarei mai arrivato a tanto, e so che la pagherò cara. Ma oggi c’è da difendere Maurizio Gasparri, che per opinione universale non è difendibile mai. Ma, vivaddio, nella vita c’è sempre qualcuno che è meno difendibile. Persino dell’“esimio vicepresidente del Senato della Repubblica it
Non pensavo che sarei mai arrivato a tanto, e so che la pagherò cara. Ma oggi c’è da difendere Maurizio Gasparri, che per opinione universale non è difendibile mai. Ma, vivaddio, nella vita c’è sempre qualcuno che è meno difendibile. Persino dell’“esimio vicepresidente del Senato della Repubblica italiana”, che come ultima performance ha pensato bene di insultare gli handicappati. Dopodiché, ha scritto Massimo Gramellini nel suo Buongiorno sulla Stampa, “davanti alle prevedibili reazioni gasparrofobiche di una parte ostinatamente sensibile della popolazione reagisce piccato: ‘Ho chiesto scusa su Twitter, che vadano in Rete!’”. E questa, si capisce, è anche colpa più grave. Perché non basta “il peso delle sue incursioni quotidiane nei territori del cattivo gusto”. Il peggio sono le scuse. Pontifica Gramellini che “se oggi esiste un’immagine che riflette l’anima profondamente cattolica del nostro paese è quella di un immenso scusificio, dove si sbaglia e ci si scusa quasi in contemporanea e con assoluta nonchalance, pur di potere tornare a peccare al più presto in santa pace”. Tradotto: siete stronzi e basta, non provate manco a scusarvi. Però, il brillante castigatore Gramellini dovrebbe spiegare perché Vladimir Luxuria possa insultare Giorgia Meloni e non scusarsi. E non debba scusarsi, o essere da lui redarguita, la sua compagna di televisione Luciana Littizzetto, pure lei insultante con la futura mamma. Un bello stronzo, Gramellini (e mi scuso).

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