Io che finalmente l’ho visto, il Cav. (coming out di vent’anni suoi, che sono pure miei)

Vent’anni, del Foglio. E io c’ero.  Si festeggia, oggi. E sono quei giorni che bisogna anche dirle, certe cose. Tipo che io c’ero.
Vent’anni, del Foglio. E io c’ero.  Si festeggia, oggi. E sono quei giorni che bisogna anche dirle, certe cose. Tipo che io c’ero. E così, dopo vent’anni, che sono stati i nostri, ma sono stati soprattutto il ventennio (il suo), è venuto anche il momento. Di farlo, il mio coming out. Vent’anni, qui, e io non lo avevo mai incontrato, mai visto. Mai parlato. Dico lui, ovviamente, proprio lui. Io che pure sono cresciuto a dieci minuti in bici da casa sua. Io dell’Inter, lui del Milan. Insomma lui, quello che qui, nell’intervista qui sopra, si racconta. Poi, ieri, venerdì 29, è venuto a trovarci. Prima volta. E io, che di solito me ne sto su a Milano, cribbio, ieri io ero qui. E non posso non dirlo: c’ero e finalmente l’ho conosciuto. Anch’io. Dire che l’ho capito più di prima, l’uomo, mentirei. Il leader, non saprei. E’ simpatico? Mi avete mentito per vent’anni: invece lo è. Sa raccontare le barzellette? Le sa raccontare. E’ antropologicamente un privato cumenda del nord? La quint’essenza. Broccola ancora le ragazze? Ci potete giurare. E’ un regalomane? E’ l’iperbole della regalomania. Cribbio, se era lui. E pure io, ero io. Vent’anni. E alla fine di vent’anni non te la puoi cavare con la torta, con la festa, con te stesso, con la storia con la minuscola, con un coming out reticente, tipo: sì l’ho visto anch’io, esiste davvero. No, devi fartela, la domanda: ma tu, tutto sommato, un ventennio così, dico il suo, che è anche il nostro, lo rivorresti indietro? Ma tutto intero? “Sai qual è la differenza tra una supposta e un carciofo?”.

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