Se la Jena scorreggia

Spiace occuparsi due volte di fila di Angelino Alfano, sembra di affezionarsi alla sua centralità. Ma tocca. Spiace anche prendersela con un collega che si firma come una cattiva risata, o una battaglia di Napoleone. Spiace perché sappiamo tutti quanto è dura trovare un bon mot al giorno per contrat
Spiace occuparsi due volte di fila di Angelino Alfano, sembra di affezionarsi alla sua centralità. Ma tocca. Spiace anche prendersela con un collega che si firma come una cattiva risata, o una battaglia di Napoleone. Spiace perché sappiamo tutti quanto è dura trovare un bon mot al giorno per contratto, ma anche Napoleone aveva la stipsi e le emorroidi a Waterloo, e gli riuscì maluccio la giornata. E certe volte pure alle jene s’inceppa la lingua tra i denti, e invece di una risata esce un rutto. Ieri Riccardo Barenghi s’è svegliato in forma come Napoleone a Waterloo, e si scorreggia male: “Sarebbe fantastico se un giorno Alfano si svegliasse e scoprisse di essere gay”, ha scritto. Ma perché? Direbbe mai, la Jena, “e se Ivan Scalfarotto si svegliasse eterosessuale?”, “e se Landini diventasse liberista?”, “e se Obama si desse una sbiancata?”. Forse Alfano non ha diritto al corso legale delle sue opinioni, quali che siano, a prescindere dai suoi gusti sessuali? O soltanto i gusti sessuali degli altri possono ambire al rango delle idee? Forse bastava dargli di stronzo, ad Alfano, per quel che pensa. Senza il razzismo ingiustificato dei superiori, senza doversi impancare, senza ritenere che un altro pensa male per colpa di quel che è, e non ha il diritto a essere.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi