Col gender di papà

La notizia l’avete vista tutti, ed è di quelle che riconciliano con Harry Potter, o le vecchie case inglesi col gatto sui piedi. Il Brighton College, uno dei più esclusivi d’Inghilterra, di quelli che ci si va solo in divisa, permetterà d’ora in poi a studenti e studentesse di sceglierla come voglio
La notizia l’avete vista tutti, ed è di quelle che riconciliano con Harry Potter, o le vecchie case inglesi col gatto sui piedi. Il Brighton College, uno dei più esclusivi d’Inghilterra, di quelli che ci si va solo in divisa, permetterà d’ora in poi a studenti e studentesse di sceglierla come vogliono, la costosissima divisa: nel senso di infilarsi giacca e cravatta o la gonnellina scozzese, a seconda della preferenza sessuale, anche reversibile. Il rettore vuole evitare discriminazioni ai suoi allievi transgender o che, anche solo, stanno pensandoci su, alla loro identità sessuale. Niente da ridire, ma anche niente di trasgressivo. Molto più progressista è un commento apparso sul Guardian, a firma Laurie Penny, attivista femminista, che titola così: “It’s easy for rich kids to break the rules. But it’s not how the world changes”. Breve abstract: la fate facile voi, che potete permettervi il lusso della transessualità coi soldi di papà. Provate a fare lo stesso in una scuola, o in un paese, di poveri e vedrete che la libertà è ancora molto indietro. Meraviglia, più che la rivoluzione sessuale, può ancora la lotta di classe.

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