Il problema italiano di spiegarsi la Cina, calcio a parte

Il nostro caro premier ha centrato il punto, da par suo: “Il calcio ha un potenza pazzesca in Italia e all’estero”. Se devi far capire qualcosa di essenziale ma complicato al popolo, passa dal calcio. Per esempio: qual è la vera minaccia globale del 2016?
Il nostro caro premier ha centrato il punto, da par suo: “Il calcio ha un potenza pazzesca in Italia e all’estero”. Se devi far capire qualcosa di essenziale ma complicato al popolo, passa dal calcio. Per esempio: qual è la vera minaccia globale del 2016? La crisi economica della Cina, la bolla, gli investimenti che non vengono o se ne vanno proprio. Chiaro no? Ma che vuoi che ne capisca, il sindacalista di Voghera? Allora prendi esempio dal Cav., spiegalo col calcio. Che fine ha fatto Mr. Bee, che è thai, ma doveva comprare mezzo Milan con i soldi cinesi? Perso nella bolla. Per rimediare, Galliani ha spedito Luiz Adriano allo Jiangsu Suning. Tornato senza manco atterrare, come un pacco-drone di Amazon: non pagano. Ci riprovano i cugini: milioni a palate per il Guaro, ma nemmeno è partito, non c’è il contratto. Misteriosa, la Cina, non sai mai cosa ti devi aspettare. Non sai quando affonderanno le sue banche, o quando quelle affosseranno le tue, e il tuo fondo pensione. Ma anche da loro, con internet che va e non va, chi lo sa? Prendi la storia della statua dorata di Mao, costruita e poi distrutta perché era un abuso edilizio. Che vorrà dire? Chi paga?  E lo smog che è peggio di Milano? E gli attivisti che spariscono, puf, quanto e più dei posti di lavoro nelle impenetrabili provincie industriali? Come fai a farlo capire, se non si capisce neppure chi è, Mr. Bee? Provo a spiegarlo così: nel 2015 il problema era non fidarsi dei greci. Ma quelli, almeno, non sono un miliardo.

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