Se il “whistleblower” riguardi o no le nuove commissioni

Attenendoci per sicurezza alla definizione dell’Accademia della Crusca, che significa qualcosa pure in epoca di neolingua, si apprende che “whistleblower" indica ...
Attenendoci per sicurezza alla definizione dell’Accademia della Crusca, che significa qualcosa pure in epoca di neolingua, si apprende che “whistleblower indica una persona che lavorando all’interno di un’organizzazione, di un’azienda pubblica o privata si trova ad essere testimone di un comportamento irregolare, illegale, potenzialmente dannoso per la collettività e decide di segnalarlo all’interno dell’azienda stessa o all’autorità giudiziaria o all’attenzione dei media, per porre fine a quel comportamento”. Non ce ne voglia la Crusca, ma la faccenda rimane delimitata da confini nebulosi. Per esempio: non sarà che il Mancio, l’altra sera, anziché lanciarsi in una battaglia pol. corr., abbia soltanto fatto il whistleblower? Comunque scrupolosa, la Camera ha approvato una legge sul “whistleblowing”. Con buona pace dei grillini – che forse ci speravano, è la loro specialità – il fischiettante avrà una tutela ad hoc, ma per la sua denuncia non avrà diritto a un premio. Forza Italia s’è ugualmente lamentata, è una “incitazione alla delazione”, e per Fratelli d’Italia ci si “avvicina agli schemi della Germania nazista e della Russia comunista”. Non sapremmo dire. Però sembra strano che, proprio ieri, quando sull’Ala di Verdini si sono posati tre vicepresidenti di commissione nuovi di zecca, tutti abbiano fischiettato.

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