Il bacio non dato di Baudo e il calcio in culo all’intelligenza

Vorrei poter dire di aver passato molto tempo a documentarmi sui commenti al tentativo di Pippo Baudo di dare un bacio a una giovane musulmana con velo ospite di Ballarò, ma sarebbe una balla davvero plateale: nessuno.
Vorrei poter dire di aver passato molto tempo a documentarmi sui commenti al tentativo di Pippo Baudo di dare un bacio a una giovane musulmana con velo ospite di Ballarò, ma sarebbe una balla davvero plateale: nessuno, nemmeno con un QI sotto la media, compirebbe un gesto così intellettualmente malsano. Ho piluccato il bastante per notare il predominio di espressioni tipo “la gaffe di Baudo”, o anche “la gaffe sessista di Baudo”. (Che per chi non lo ricordasse è un attempato presentatore di natali siciliani, e porta con sé tutta la masculinità e la galanteria artefatta di un uomo siciliano d’altri tempi). Qualcuno ha sottolineato che Massimo Giannini “ha rischiato di dover porre rimedio a un piccolo incidente diplomatico”. Qualcuno ha segnalato che il lì presente Alessandro Sallusti è intervenuto per dire “non si può”, sottintendendo che volesse in realtà dire “quelli sono diversi”. L’unico motivo per cui vale la pena interessarsi al teatrino di Baudo è che ha messo in scena una collettiva e poco decente (commisurata ai tempi e al tema) incapacità di destreggiarsi, di misurarsi, con ciò che è politicamente corretto e con ciò che eventualemente non lo sia, e su quali siano le basi, i limiti o i doveri tipici delle convivenze forzate. Se si deve parlare della condizione della donna nell’islam, o delle altre donne quando si trovano a meno di un braccio da uomini islamici, serve altro. Girarci intorno è più insultante per le nostre intelligenze di un bacio non dato, o forzato.

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