Le ultime parole famose dei geni e dei non radical chic

Il gioco delle ultime parole famose è una delle più banali applicazioni dell’ucronìa, basta spostarsi dalla parte del dopo, ed è parente stretto della finta meraviglia di quando si scopre cosa si dicevano le persone che credevano di non essere ascoltate.
Le ultime parole famose dei geni e dei non radical chic
Il gioco delle ultime parole famose è una delle più banali applicazioni dell’ucronìa, basta spostarsi dalla parte del dopo, ed è parente stretto della finta meraviglia di quando si scopre cosa si dicevano le persone che credevano di non essere ascoltate. Giochi col trucco. Sono state declassificate le telefonate tra Bill Clinton e Tony Blair, e ci sarà da divertirsi qualche giorno. Perché ascoltare Clinton profetizzare di George W. Bush “è un politico abile ma non è pronto per fare il presidente” è la sintesi tra le ultime parole famose e il telefono senza fili. La sorpresa vera scatta altrove, quando ci si accorge che il declassificato a sua insaputa, nei limiti dell’umano, di idiozie non ne diceva poi troppe. Come su Putin: “E’ serio e intelligente”. E dopo la morte di Lady D, per uno che sta dall’altra parte dell’oceano, non è da poco saper dire, di William: “Sono molto preoccupato, era una roccia, è come lei”. Riesce a sfatare il pregiudizio che il vecchio Bubba non fosse un buon padre di famiglia, e a confermare che all’uomo di genio bastano i dettagli. Ci vuole del genio anche ad ammettere le proprie ultime parole famose. Sul Fatto Claudio Sabelli Fioretti, in un pezzo che svolazza sulla noia dei dibattiti su Checco Zalone e i “radical chic”, alla fine cava una perla. Racconta che, per una trasmissione, gli capitò di visionare qualcosa di Zalone. Gli bastò per sentenziare: “Questo non va da nessuna parte”. Forse Sabelli Fioretti non è un genio come Clinton, ma sicuramente non è un radical chic.

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