Se l’anno scorso è stato come dice Balotelli, meglio dirlo

"Auguro a tutti un felice 2016, anche perché questo 2015 è stato una merda”. Se non ce l’avessimo già, un premier giovane e muscolare, credo che voterei Mario Balotelli.
Se l’anno scorso è stato come dice Balotelli, meglio dirlo

Mario Balotelli (foto LaPresse)

Auguro a tutti un felice 2016, anche perché questo 2015 è stato una merda”. Se non ce l’avessimo già, un premier giovane e muscolare, credo che voterei Mario Balotelli. A stento sopravvissuti non solo al 2015, ma soprattutto alla melassa delle conferenze di fine anno e dei messaggi di fine anno, uno che dica la verità, pane al pane, su quel che è stato e quel che ha avuto è una manna, altro che storie. Bisogna guardarli, i fatti. Ma quali? Una volta i giornali del post Capodanno gocciolavano di non notizie, mancanza di merce nel tempo morto e sospeso. Lo fanno ancora, eh. Ieri era pieno di notizie che lo erano solo ieri. Obama controllerà le armi; Putin dice che il nemico è la Nato; Grignani pare fosse sballato a un concerto; la Rai sbaglia pure l’ora del cincin e gli scappa la bestemmia, ma “prende provvedimenti”; Giovanardi contro uno spot omofilo per bambini. La differenza quest’anno è che il tempo non è rimasto lì sospeso, in attesa che Giovanardi smentisse o Amadeus rettificasse. Quest’anno inizia pieno anche di notizie vere. Ad esempio è morta Natalie Cole, e pure Primo Brown, rapper romano fondatore del gruppo Cor Veleno (che non so chi siano ma piacciono a Giulia Pompili, e non mi capacito). E poi le notizie che ci accompagneranno ombre rancorose, tutto l’anno: Tel Aviv, le stazioni evacuate ad Amsterdam e a Monaco e pure a Roma. Le banche e le polveri. Prenoto Balotelli per gli auguri del 2017. (Fortuna che Robert Redford è vivo).

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