Corazzata Podemos

Due cose hanno turbato il mio animo cinefilo e orgogliosamente demodé. La prima è Giuliano Ferrara che invoca un “montaggio più rapido” per le cose della politica e della vita (e io, che ancora adoro il pianosequenza).
Corazzata Podemos
Due cose hanno turbato il mio animo cinefilo e orgogliosamente demodé. La prima è Giuliano Ferrara che invoca un “montaggio più rapido” per le cose della politica e della vita (e io, che ancora adoro il pianosequenza). L’altra è Paolo Villaggio, che a novant’anni dalla Corazzata Potëmkin non ha cambiato idea, l’ha visto “dalle 12 alle 16 volte” e ancora lo definisce “una cagata pazzesca”. (La Corazzata Potëmkin, dico: quel film così bello che il suo papà era convinto gli spettatori sarebbero riusciti a vederlo a colori, pure se era in bianco e nero, e sentirne la musica interiore, pure se era muto). Ma non è solo per cinefilia che mi è venuto in mente il seguente, va da sé trascurabile, pensiero. Il comunismo ne ha fatti di danni e l’intellettualità comunista che si rinchiudeva nelle cineteche, “luogo di autentica tortura”, ha fatto persino di peggio. Però il comunismo un suo linguaggio immaginifico (delle immagini) e una sua narrazione l’aveva creato. E la classe operaia andava al cinema, seppure preferisse Tarzan e King Kong. Adesso che siamo orfani delle ideologie non riesco a immaginare, una volta che prendessero il potere Pablo Iglesias o Beppe Grillo, come potrebbe essere il film manifesto della totalitaria Dittatura Democratica Populista di Podemos. Flatulenze, vaffa, gente che per la strada assalta le banche, che grida “io non sono a favore della presunzione di innocenza per i politici”? Ne verrebbe fuori un realismo nichilista adattato ai tempi, in versione Fantozzi. Una cagata pazzesca. Però a colori.

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