Sinisa Maria Elena

Il giochino del giorno è tanto banale quanto essenziale per capire “l’inerzia psicologica” come dicono nel calcio, della politica italiana: trovate le differenze tra Sinisa Mihajlovic e Maria Elena Boschi (e i rispettivi datori di lavoro).
Il giochino del giorno è tanto banale quanto essenziale per capire “l’inerzia psicologica” come dicono nel calcio, della politica italiana: trovate le differenze tra Sinisa Mihajlovic e Maria Elena Boschi (e i rispettivi datori di lavoro). Il Cav. ha sfiduciato il suo allenatore, è molto deluso dai risultati, così come altre volte ha scaricato Fini, Alfano o anche Ghedini. L’ha sfiduciato perfino per via giudiziaria, diremmo: quello accusava a testa bassa i giudici (pardon, gli arbitri), e invece il Silvio, per una volta, dei Signori delle Regole non ha parlato. La “Merkel disegnata da Botticelli” (copyright Bruno Vespa, ce ne scusiamo), ha invece reagito così ai tifosi ululanti contro di lei: “Sfiducia? Discuteremo in Aula, voteremo e poi vedremo chi ha la maggioranza”. Tolto che Mihajlovic somiglia di più a una Merkel dipinta da Otto Dix, sia lui che lei (nel senso della Boschi) non attraversano un momento di trionfale classifica. La differenza tra i due è questa: che uno, Sinisa, ha un capo che ha capito che è meglio sfiduciare un sottoposto che andare allo scontro con i giudici (gli arbitri, pardon); l’altra, ha un capo che non ci pensa nemmeno a sfiduciare i suoi, piuttosto inchioda tutti i nemici politici al reato di sciacallaggio bancario e tutta la stampa manettara ai suoi cattivi titoli. Ma questa è solo l’apparenza: la cruda verità è che il Cav. e il suo simpatico erede toscano giocano esattamente allo stesso gioco. Cambiano solo i ruoli. E chissà mai che al Milan non mettano la Pinotti.

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