Il Giubileo non va, forse. Ma è una webserie perfetta

Come quando le squadre di calcio vanno male (che so? il Milan) e tutti corrono a intervistare un vecchio totem vincente (che so? Rivera) per un’iniezione di gloria e ottimismo, ieri su Rep. hanno intervistato il cardinal Ruini.
Come quando le squadre di calcio vanno male (che so? il Milan) e tutti corrono a intervistare un vecchio totem vincente (che so? Rivera) per un’iniezione di gloria e ottimismo, ieri su Rep. hanno intervistato il cardinal Ruini. Al Giubileo non arriva nessuno? Be’ c’è il terrorismo, e a quello di Wojtyla no, non facciamo paragoni. Troppa misericordia e poca penitenza hanno fatto del Papa un cattivo ragazzo? Non scherziamo, lo dice il Vangelo, vedrà che la misericordia prima o poi piacerà a tutti. Bella intervista, non gufista. Attaccamento alla maglia. Però, a occhio, di questo Giubileo che s’è già stabilito che non funziona, è low cost, proiettano il National Geographic sulle facciate, si continuerà a parlare parecchio. Spiegare il perché non è semplice, ma nemmeno complicato: è che il prodotto piace, fa simpatia. Come tutto il pontificato. In modo che, magari, ciò che non funziona nella realtà rientra dalla finestra dell’apprezzamento pop. Per esempio sulla piattaforma Goofie.eu c’è questa webserie, Il Camerlengo, alias il cardinale Walter, ex responsabile del Padiglione vaticano a Expo (è di Busto Arsizio, odia Roma). Professionale  e trash come tutte le webserie, con Francesco che parla come Maradona e fa gli scherzi al telefono, con la chiesa instabile (“ogni cinque minuti mi ribalta due millenni di dottrina”). Il fatto è che funziona, manco fosse studiata, da illuminante analisi della curia molto meglio di un Vatileaks. Non sarà misericordia, ma la satira fa bene a Bergoglio.

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