Il controcampo di Dio e la misericordia della tv

Una lama di luce. Che dovrebbe significare “anteporre la misericordia al giudizio”. Una lama di luce, right between the eyes di Francesco. Francesco che apre la Porta santa. In mondovisione. Però succede questo, ed era già capitato a Papa Wojtyla in piviale multicolor al Grande Giubileo del 2000.
Una lama di luce. Che dovrebbe significare “anteporre la misericordia al giudizio”. Una lama di luce, right between the eyes di Francesco. Francesco che apre la Porta santa. In mondovisione. Però succede questo, ed era già capitato a Papa Wojtyla in piviale multicolor al Grande Giubileo del 2000. Succede che il Papa spalanca i battenti di bronzo, e tutto il popolo di Dio, forse persino l’Umanità tutta, è dietro a lui, quasi sulle sue spalle, dietro a lui che ha il potere in terra di aprire le porte eterne per attraversarle, per entrare nel regno di Dio. Soltanto che scatta il controcampo. Il Papa entra, in mondovisione, e noi con lui – diremmo allineati alla soggettiva del Papa – e ci aspettiamo di incontrare l’occhio misericordioso di Dio. Invece ci impallina l’Occhio divino della televisione. L’occhio supremo della tecnologia occidentale. Che mai vorrà dire? Non dite ah, ma questi sono sofismi da chi ha l’occhio maniaco-professionale, la modernità questo esige, e il pubblico mica si accorge. No, funziona così: ciò che l’occhio dei media vede è esattamente quello che pensiamo noi. La tecnologia ci salva o ci danna, non la forza dello spirito. E dire che avevano chiamato persino Wim Wenders, per fare la regia. Ma c’è cascato anche lui. Così un’altra volta ancora, entrando al cospetto di Dio, pure il Papa ha forse sospettato, per un istante, che Dio sia il controcampo della tv. Poi, dicono che deve temere il Califfo.

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