Rachid Assarag, le botte in carcere, la nostra libertà

Sparare al ladro sul tuo pianerottolo, anche sì. Proporre che un aspirante terrorista, che traffica sul web con istruzioni per attentati e inni al jihad finisca in carcere preventivamente, senza aspettare che passi ai fatti, pure sì. Ma poi, nelle carceri italiane, accade questo: “Brigadiere, perché
Sparare al ladro sul tuo pianerottolo, anche sì. Proporre che un aspirante terrorista, che traffica sul web con istruzioni per attentati e inni al jihad finisca in carcere preventivamente, senza aspettare che passi ai fatti, pure sì. Ma poi, nelle carceri italiane, accade questo: “Brigadiere, perché non hai fermato il tuo collega che mi stava picchiando?”. “Fermarlo? Chi, a lui? No, io vengo e te ne do altre, ma siccome te le sta dando lui, non c’è bisogno che ti picchio anch’io”. E ancora, altre botte: “Voi qui non applicate la Costituzione”. “Se la Costituzione fosse applicata alla lettera questo carcere sarebbe chiuso da vent’anni. In questo carcere la Costituzione non c’entra niente”. Rachid Assarag è un detenuto marocchino di quarant’anni, sconta una pena di quasi dieci, ha girato undici diverse galere italiane. Botte e ancora botte, e giustificazioni che sono peggio delle botte. Ma lui ha iniziato a registrare tutto. Quelle sono alcune delle frasi sbobinate. E anche questa: “Il detenuto esce dal carcere più delinquente di prima… non perché piglia gli schiaffi, ma perché è proprio il carcere che non funziona”. Luigi Manconi da mesi va girando l’Italia con un libro che si intitola “Abolire il carcere - Una ragionevole proposta per la sicurezza dei cittadini”. Giorni fa denunciato le condizioni di salute di Rachid Assarag, che ora è in carcere a Lucca. Abolire il carcere, proprio ora che c’è da difendere noi stessi e l’occidente, è una proposta che probabilmente non passerà. Abolire questo carcere, se vogliamo salvare noi stessi, però è il minimo.

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