Ho fatto un sogno: Pisapia era Napolitano

Ho fatto un sogno. Non proprio ganzo come quello di Roberto Napoletano sul Robot Pippo, l’altro giorno sul Sole, ma bello folle anche questo, dai. Milano era tornata Capitale morale, e Palazzo Marino era il Quirinale. Arriva il segretario del Pd: pim pum pam, noi abbiamo vinto l’Expo e il sindaco è
Ho fatto un sogno. Non proprio ganzo come quello di Roberto Napoletano sul Robot Pippo, l’altro giorno sul Sole, ma bello folle anche questo, dai. Milano era tornata Capitale morale, e Palazzo Marino era il Quirinale. Arriva il segretario del Pd: pim pum pam, noi abbiamo vinto l’Expo e il sindaco è nostro. Passa poco, e il genietto delle primarie scopre che non aveva vinto un tubo, no: Beppe Sala al Quirinale non lo vogliono gli alleati, e in verità manco i suoi. Cominciano le delegazioni. Tocca inchinarsi in penosi streaming con Majorino. La Balzani fa la profumiera come la Finocchiaro, ci sta sì, ma solo se prima la votano tutti. Nei tempi morti tra uno streaming e un’intervista si fa in tempo a rovinare Marini e Prodi (che c’entrano a Milano? Niente, ma quando il Pd sogna, due legnate a quelli gliele molla sempre). All’ultimo minuto, quando non ne può più nessuno, manco Civati, vanno da Pisapia, in ginocchio, per il secondo mandato. Lui gli dice (e questa è vera): “Se proprio tutto implodesse…”. E loro: “Implode sì, Madonnina!”. Finisce che lo vota anche Berlusconi. Dream Team.

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