Il Viagra, il Botox e il principio di potere di Hillary

Sesso, soldi, potere. What else? Siamo l’occidente, quello che ha come unico credo condiviso la procrastinazione sine die dell’addio al proprio corpo, all’utilizzo ludico del proprio corpo. Presente Rupert Murdoch?
Sesso, soldi, potere. What else? Siamo l’occidente, quello che ha come unico credo condiviso la procrastinazione sine die dell’addio al proprio corpo, all’utilizzo ludico del proprio corpo. Presente Rupert Murdoch? Ha una nuova fidanzata, non proprio un bocciolo di rosa, ma è appunto l’età della procrastinazione.  Lui è ricco, ma le tecniche sono da tempo a disposizione di tutte le tasche. Una botta di Viagra e una di Botox, e via con le coppie più belle del mondo. Siamo l’occidente che le nozze di Cadmo e Armonia le ha gettate al cestino, assieme ad altri reperti inservibili, come statue di Palmira. Tengono meglio il banco le nozze tra Viagra e Botox, appunto. La notizia è che Pfizer, produttore del Viagra (sesso), emigrerà per ragioni di fisco (soldi) in Irlanda, per fondersi con Allegran, produttore di Botox. Il fatto più curioso è che Hillary Clinton (potere) si è opposta. Ballano 160 milioni di entrate, e la campagna elettorale è una cosa seria. Ma poi un corto circuito mentale, vagamente simbolico, scatta nella testa del lettore, e ci scuserà la signora che attorno al sesso (quantomeno per traslato familiare), il potere e i soldi ha fatto girare la sua carriera. Com’è che la donna che incarna il meglio dell’occindente, di fronte alle nozze che incarnano il perfetto matrimonio tra il sesso, i soldi, e il principio a tempo indeterminato del piacere, insomma ai due prodotti che ci promettono di poter scopare fino all’età di Murdoch, ha da ridire? Non è che forse, alla fine, comandare è meglio che fottere?

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