Non era l’islam, è Gomorra. Grazie, profeta Saviano

Sono momenti in cui tutti cercano certezze, chi più chi meno, pure Mihajlovic con Berlusconi. Il terrorismo? Chiedi a Piketty, e ti rassicura: colpa della diseguaglianza sociale. Chiedi a Tariq Ramadan, ti spiega la stessa cosa: è la povertà  prodotta dall’occidente.
Sono momenti in cui tutti cercano certezze, chi più chi meno, pure Mihajlovic con Berlusconi. Il terrorismo? Chiedi a Piketty, e ti rassicura: colpa della diseguaglianza sociale. Chiedi a Tariq Ramadan, ti spiega la stessa cosa: è la povertà  prodotta dall’occidente. Ma non è che, letto e riletto, ti diano proprio quella sicurezza sul mondo di cui senti il bisogno. Fortuna che poi l’intellettuale globale, quello profetico e persino ansiolitico, ce l’hai sotto mano, per quanto in trasferta sul New York Times. Immagina, puoi: è Roberto Saviano. “E’ possibile indebolire l’Is colpendo la sua struttura finanziaria? No, non senza un significativo cambiamento nella gestione mondiale dell’economia”. Ecco: “Cambiamento nella gestione mondiale dell’economia”, prendi nota. “Bloccare i canali di finanziamento del Daesh, droga, petrolio, finanziamenti privati, contrabbando di reperti archeologici”. Apperò. Vuoi vedere che pure i quadri di Verona se li è fregati il Califfo? “I governi devono smettere di tollerare le organizzazioni criminali, il traffico di droga e il riciclaggio di denaro sporco”. Pensavi il problema fosse l’islam, invece è solo Gomorra.

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