Domande sulla stella zombie, il destino e Massimo D’Alema

Non me ne vorrà Mariarosa Mancuso, che spiega da par suo le serie tv a Giuliano Ferrara, il quale preferirebbe la musica sinfonica e la teologia sistematica.
Domande sulla stella zombie, il destino e Massimo D’Alema
Non me ne vorrà Mariarosa Mancuso, che spiega da par suo le serie tv a Giuliano Ferrara, il quale preferirebbe la musica sinfonica e la teologia sistematica. Ma io, nel mio piccolo, mi fido solo di Giulia Pompili, che le vede tutte, ma tutte, e sul Foglio ha spiegato da par suo che The walking dead non è solo una storiaccia splatter piena di zombie, ma si occupa pure dei cristiani e del destino delle religioni nell’era post-atomica. Teologia seriale. Ora però vorrei che qualcuno mi spiegasse pure questa storia della “stella zombie”, che secondo la rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society pasteggerebbe volentieri sbranando gli asteroidi che le ruotano intorno. Un gruppo di astronomi dell’Università di Warwick, “dotati di Very large telescope” (di che altro, sennò?), studiano la famelica zombie da dodici anni, una costanza che manco il vecchio George Romero, e sono riusciti a ricostruire la struttura “dei resti gassosi del pasto della stella morta”. Pare che in questo modo sia possibile dedurre che fine farà il Sistema solare tra circa sette miliardi di anni, roba che avranno fatto in tempo anche a ripulire la chiesa dalla lobby gay, quando il sole si spegnerà e si trasformerà in uno zombie, malgré lui. Sono cose che non ci arrivo, e sono costretto a fare paragoni con la vita reale più vicina a noi. Ma se ho capito, è un po’ la fine che potrebbe fare Roma e quel che le sta intorno nel caso di una sindacatura di Max D’Alema, il nipotino dell’indimenticabile Zombie coi baffi.

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