Bersani, il leader conservatore che la destra si sogna

Mi rendo conto che è facile passare per demodè, come uno che avesse nostalgia di Malagodi, o ritenesse Sergio Mattarella un uomo adatto a questi tempi dinamici. Però, come di certi cappotti non sapresti dire se sono fuori moda o soltanto classici, a volte viene da pensare: sarebbe bello avere in Ita
Mi rendo conto che è facile passare per demodè, come uno che avesse nostalgia di Malagodi, o ritenesse Sergio Mattarella un uomo adatto a questi tempi dinamici. Però, come di certi cappotti non sapresti dire se sono fuori moda o soltanto classici, a volte viene da pensare: sarebbe bello avere in Italia un leader politico conservatore. Ma un conservatore vero, di taglio classico. Se invece di tutto questo destrume felpato o ridicolo, o le due cose insieme, ci fosse un bel partito conservatore, Pier Luigi Bersani dovrebbero sceglierlo come capo. Un uomo serio, composto, mai volgare. Non un Corradino Mineo, insomma. Inadatto alle informalità ruffiane: “Forse sono demodè ma i regali fatti raccontandoli prima ai giornalisti non li gradisco”. Che dei vecchi apparatnik e delle giovani marmotte che se ne vogliono andare dalla casa comune, dalla famiglia, dice: “Chi se ne va sbaglia”. Non perché condivida un’unghia di Renzi, ma perché vuole bene alla Ditta. Proprio come vogliono bene alle loro ditte gli imprenditori che le hanno fondate, e ci hanno speso la vita. Lavoro, famiglia, fedeltà, niente regali inutili. Un serio, rispettabile, leader conservatore. Io lo voterei. A destra.

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