Se Bernie Sanders non bacia i bambini, può vincere mai?

Stalin era il Piccolo Padre, i giovani Pionieri lo adoravano. Il Che Guevara lasciò una lettera ai suoi figli, “se mai leggerete questa lettera, sarà perché non sono più con voi”, che strapperebbe lacrime persino a Ross Douthat. Del vecchio Pci che cacciò Pasolini perché non aveva rispetto dei minor
Stalin era il Piccolo Padre, i giovani Pionieri lo adoravano. Il Che Guevara lasciò una lettera ai suoi figli, “se mai leggerete questa lettera, sarà perché non sono più con voi”, che strapperebbe lacrime persino a Ross Douthat. Del vecchio Pci che cacciò Pasolini perché non aveva rispetto dei minori sappiamo tutto. Ma per il resto, il rapporto dei leader rivoluzionari con i bambini non è mai stato questa gran cosa. Mao Zedong li mangiava bolliti, pare. Ceausescu li usava per esperimenti sull’Aids. Kim Jong-il e la sua allegra famiglia li accarezzano ma forse pure li mangiano (ma sulla Corea del nord mai fidarsi, come insegna Giulia Pompili). Persino Hillary Clinton, averla come mamma o come nonna, mah. Il caso di Bernie Sanders, “socialdemocratico” aspirante alla Casa Bianca, è più complicato. Freddino, legnoso, come Mario Monti con i cagnolini, Sanders pare abbia un handicap forte: non bacia mai i bambini (fonte Nyt). E dopo un papà felice come Obama, dove crede di andare, ’sto mangiatore di bambini? Ma più che altro, non ditelo al suo massimo fan. A Neil Young, che i bambini li adora, e giusto l’altra settimana ha organizzato il suo mitico Bridge School Benefit, il concerto-raccolta fondi per la scuola che ha fondato per bambini con problemi cerebrali. Se viene a saperlo, lo mitraglia con la sua Gibson.

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