Un’altra capitale infetta, ma con un formidabile vantaggio

E’ stata la capitale di un grande impero, nessuno dice il contrario. Finito in vacca da secoli, e pure questo va detto. Una malinconica città che campa di turismo e di mano pubblica. La sinistra di riffa o di raffa governa da tempo immemorabile, ma stavolta ha preso una scoppola. Non si capisce cosa
E’ stata la capitale di un grande impero, nessuno dice il contrario. Finito in vacca da secoli, e pure questo va detto. Una malinconica città che campa di turismo e di mano pubblica. La sinistra di riffa o di raffa governa da tempo immemorabile, ma stavolta ha preso una scoppola. Non si capisce cosa esultano a fare, politicamente hanno perso di brutto, eppure esultano come se avessero vinto. La sinistra è così, fatevene una ragione. Una bella capitale, va riconosciuto, con tutti i suoi monumenti. Ma in giro è piena di immigrati, la peggior invasione dal tempo degli unni, la gente non ne può più. Persino i tram passano in ritardo: anche di un minuto e trenta. C’è stato qualche scaldaletto politico minore, ha pesato sul voto. Lo chiamano Mafien-Kapitalen, per fare dell’ironia. Intanto c’è un partito populista, un tantino filo-nazista (ma i giornali non rilevano), gente che vorrebbe affogare gli immigrati nel famoso fiume che attraversa la città. Ha fatto il pieno  di voti (pieno, insomma, più 6 per cento: i populisti festeggiano sempre, ma arrivano sempre secondi). Però il leader dei populisti, pare si chiami Heinz-Christian Grillen, vuole le elezioni anticipate, dice che dopo la capitale prenderà il paese, aprirà il Parlamento come una lattina di würstel. Insomma, politicamente stanno con la merda agli occhi esattamente come a Roma, ma a Vienna hanno un vantaggio formidabile: il Papa, lì, non s’è fatto sentire.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi