Il ritorno a casa di Nunzia, domande del mio psicoanalista

Ho il vago timore, che cerco di non confessare nemmeno a me stesso, che un giorno il mio psicoanalista mi chiederà, a bruciapelo: “Ma come mai lei è attratto dalle notizie che riguardano Nunzia De Girolamo?”.
Ho il vago timore, che cerco di non confessare nemmeno a me stesso, che un giorno il mio psicoanalista mi chiederà, a bruciapelo: “Ma come mai lei è attratto dalle notizie che riguardano Nunzia De Girolamo?”. Scartata la bugia professionale, “faccio il giornalista”, non ne rimarrebbero tante altre, di scappatoie: che cosa faccia, o dica, o dove decida di andare Nunzia De Girolamo in effetti suppongo che non interessi circa a nessuno, compreso, con tutti i problemi che già lo tormentano, ad Angelino Alfano. Così, la notizia che mi ha inspiegabilmente attratto ieri è che Nunzia De Girolamo torna in Forza Italia. “Dopo una serie di colloqui con il presidente Silvio Berlusconi”. Torna, lei che da Forza Italia era stata tra le più leste a fuggire, per seguire l’Angelino quando sognava di essere “diversamente berlusconiano”. L’aveva fatto perché la politica come forma alta di carità (cit.) ce l’ha nel sangue, perché Ncd doveva diventare “lo strumento per la ricomposizione di un centrodestra moderno in chiave europea”. Adesso, invece, quell’alveo di grande progetto politico è divenuto “incompatibile con i miei valori”. Perciò, un’altra volta, se ne torna a casa, con il solito lungimirante progetto: “Il rilancio della ricomposizione del centrodestra”. Lei, sì. Dentro la casa vuota del Cavaliere, sì. Mi affascina, giuro. Ma forse, chiederò al mio psicoanalista, si tratta solo di un banale transfert: penso a Nunzia De Girolamo, ma sogno che un giorno anche Pippo Civati possa rientrare nel Pd.

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