Cosa fare di bello se non ti vogliono a Kiev (e sei il Cav.)

Cosa fare a Faenza quando sei morto” è il titolo del nuovo libro di Gene Gnocchi. E’ un calco da un vecchio film, ovviamente.
Cosa fare a Faenza quando sei morto” è il titolo del nuovo libro di Gene Gnocchi. E’ un calco da un vecchio film, ovviamente. Ma calco per calco, come tanti meme applicati alla carta stampata, ne vengono in mente altri, enigmatici ma non destituiti di fondamento: “Cosa fare a Kiev se non sei un tifoso della Dinamo”. Oppure “Cosa fare a Kiev se non vuoi entrare nella Nato”. O anche “Cosa fare in Crimea se non puoi stappare una bottiglia da 150 mila dollari”. In attesa, paziente, che l’uomo che avrebbe le chiavi per fornire tutte le risposte a queste domande, inteso Silvio Berlusconi, scriva il suo definitivo “Cosa fare per tre anni nel resto del mondo se non ti fanno più entrare in Ucraina”. La scappatella sul mar Nero con l’amico Putin, nella terra che nessun paese europeo riconosce come stato, era a suo modo – nel modo di Berlusconi, cioè di cittadino irreparabilmente privato – anche una missione diplomatica. Questo è chiaro. Per cavarci cosa, resta più oscuro. Ma che i servizi di sicurezza di Kiev abbiano deciso di vietargli per tre anni l’ingresso in Ucraina “nell’interesse della sicurezza nazionale”, che la procura generale ucraina abbia aperto una causa per “appropriazione del patrimonio in quantità particolarmente rilevanti”, per lo stappo della famosa bottiglia, è comico come un’iniziativa dei pm italiani. Ma stia tranquillo il Cav., se non sa dove andare  in Italia lo accoglierà Sallusti, previa esibizione del certificato di battesimo. E’ pur sempre un buon cristiano, no?

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