Fenomenologia dei malmostosi cui Mike ora indica la via

Nel giorno in cui la rosicona destra meneghina si lamenta perché la Festa dell’Unità ha renzianamente asfaltato l’erbetta dei giardini dedicati a Indro Montanelli, quasi fosse un tappeto verde e sacro come le parole del Corano, Milano regala un altro dolore al pensiero unico malmostoso.
Fenomenologia dei malmostosi cui Mike ora indica la via
Nel giorno in cui la rosicona destra meneghina si lamenta perché la Festa dell’Unità ha renzianamente asfaltato l’erbetta dei giardini dedicati a Indro Montanelli, quasi fosse un tappeto verde e sacro come le parole del Corano, Milano regala un altro dolore al pensiero unico malmostoso, che farà male a Umberto Eco quanto ne fa a Zagrebelsky l’umiliazione del Parlamento. Nel sesto anniversario dell’assunzione nell’alto dell’etere, la giunta di Giuliano Pisapia, che di suo pencolerebbe più sul lato di Eco e Zag che su quello della tivù pubblicitaria, ha deciso di intestare una strada, e nemmeno di periferia, a Mike Bongiorno. Sì, all’uomo-quiz che predicò “Allegria!” e acculturò generazioni di italiani, all’uomo che fece girare la Ruota della fortuna con dentro il Royal baby. Perché i quiz della vita Mike li risolveva in anticipo, e seppe rimproverare pure l’amico Silvio che s’era fatto d’un tratto, pure lui, malmostoso: “E’ stata una serata strana e malinconica”, raccontò di quell’ultima cena, “mangiavamo il minestrone nella sua villa di Arcore. Noi due soli nella grande sala vuota”. Nella celebre “Fenomenologia” Eco lo sbertucciò: “Convince dunque il pubblico, con un esempio vivente e trionfante, del valore della mediocrità… Egli dice ai suoi adoratori: voi siete Dio, restate immoti”. Altro che immoto. Già intestatario di monumenti a Sanremo e Cervinia, templi della vacanza e della grana, Mike avrà adesso la sua via. E ai noiosoni indicherà la strada: “Sempre più in alto!”.

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