Primo consiglio sacchiano a Campo Dell'Orto: via la Nazionale

Sono uno delle miriadi di italiani medi che l’altra sera non ce l’hanno fatta, no, a guardare quella cosa lì. Eppure volevo. Ma a un certo punto, piuttosto, avrei visto di tutto: una replica di Montalbano iniziata da 20 minuti; un talk su MafiaCapitale; un casting di candidati di Forza Italia presen
Sono uno delle miriadi di italiani medi che l’altra sera non ce l’hanno fatta, no, a guardare quella cosa lì. Eppure volevo. Ma a un certo punto, piuttosto, avrei visto di tutto: una replica di Montalbano iniziata da 20 minuti; un talk su MafiaCapitale; un casting di candidati di Forza Italia presentato da Del Debbio. Persino una serie tv americana di tre anni fa, avrei ingoiato. Piuttosto di guardare l’Italia: contro Malta, di giovedì sera, qualificazioni europee. Con quelle nuove maglie disegnate da un Tavecchio ubriaco. Con quel gioco. Con quella telecronaca Rai che tentava di far finta che ci fosse una partita. Che ci fosse l’Italia. E il Trap commentatore, così stralunato che a un certo punto credevo fosse l’audio di Bersani alla Festa dell’Unità. Ma volevo guardare. Se non altro per dare un incoraggiamento a Campo Dall’Orto, che la Rai la vuole come il Milan di Sacchi. Non ce l’ho fatta. Ho girato su un balletto classico in bianco e nero di Rai 5, o forse ho letto un vecchio Tex in formato pdf sull’iPad. Poi ho saputo che l’Italia ha trionfato (la #voltabuona?), con un gol viziato da fallo di mano. Una ladrata. Abbiamo rubato persino con Malta. Dopo gli immigrati, dopo il Cara di Mineo, dopo gli strilli da asilo Mariuccia per ottenere l’asilo europeo, un’altra figuraccia nel cuore del Mediterraneo. Non saprei che consigliare, a Campo Dall’Orto. Ma Sacchi, la Nazionale la toglierebbe dal palinsesto.

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