Meglio i fascisti su Marte che quelli all’Expo. O no?

I tic dei giornalisti sono impagabili, così ieri nel sommario di un sito web molto frequentato si poteva leggere, pagina Milano: “Nell’anno di Expo la città medaglia d’oro per la Resistenza si prepara a diventare ancora una volta capitale delle teste rasate”. E va bene che l’Expo è la nuova resisten
I tic dei giornalisti sono impagabili, così ieri nel sommario di un sito web molto frequentato si poteva leggere, pagina Milano: “Nell’anno di Expo la città medaglia d’oro per la Resistenza si prepara a diventare ancora una volta capitale delle teste rasate”. E va bene che l’Expo è la nuova resistenza contro i #gufi neri, e il nostro caro premier ci porterà pure Bono, ingaggiato per la battaglia finale, ma perché mai l’annunciato raduno dei “fascisti del terzo millennio” di CasaPound debba essere sic et simpliciter vietato, chiaro non è. D’accordo, anch’io come Corrado Guzzanti i fascisti li preferisco su Marte; ma suona bizzarra l’ansia del comune di Milano, dal suo profilo Fb, di rassicurare i “molti di voi ci stanno scrivendo, in pubblico e in privato, per chiedere una presa di posizione sull’iniziativa”. L’assessore alla Sicurezza e coesione sociale ha fatto sapere “di avere già chiesto al prefetto di discutere la questione alla prossima riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, ribadendo la ferma contrarietà del comune di Milano, città Medaglia d’oro per la Resistenza, allo svolgimento, sul suo territorio, di manifestazioni con evidenti connotazioni fasciste”. Per quale motivo i leghisti di Salvini possano scendere a Roma con quelli di CasaPound, e lui non possa ricambiare l’ospitalità nella sua ridente cittadina, è pure da chiarire. Toccateci tutto, ma non l’Expo antifascista.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi