Il Frecciarossa e altri posti in cui rimediare l’onore

Una piccola grande delusione, come una mattina d’estate che ti sveglia con un temporale.
Una piccola grande delusione, come una mattina d’estate che ti sveglia con un temporale. Ieri la terza puntata di “Un giorno di ordinario Frecciarossa” sul Fatto non c’era. Mark Travaglio era troppo occupato a narrare di altre, azzolliniane indignazioni. Fortuna che i suoi amici e lettori ci hanno deliziato lo stesso, una pagina intera. Hanno scoperto che in Italia fanno pure “le fermate ad personam”, e te pareva. E fortuna soprattutto che, mentre Mark denunciava “la rivincita della casta contro tutto e tutti”, esistono altre persone della sua tempra e del suo piglio (della sua penna no, quella di certo no), pronti a vendicarci di ogni casta e di ogni sozzura. A ridare l’onore. A rimediare. Ad esempio Michel Platini, che come se fosse vissuto su Kepler fino a ieri, s’è candidato alla Fifa per fare pulizia: “Ci sono momenti nella vita in cui bisogna prendere in mano il proprio destino… negli ultimi cinquant’anni circa la Fifa ha avuto solo due presidenti, una situazione paradossale”. E perbacco, se bisogna rimediare. Chissà perché, ce ne viene in mente un altro, un altro che aveva sempre avuto accesso al frigorifero, che tutto d’un tratto s’era messo in testa di “ridare l’onore al Psi”. E ci viene in mente pure Debora Serracchiani, che si sente in dovere di chiedere scusa agli elettori per non aver mandato un senatore ai domiciliari. Massì, ridiamo l’onore al Pd. C’è da riempire un Frecciarossa, con la gente che vuole rimediare all’altrui disonore. Roba da rimediare un calcio in quel posto.

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