Mordi l’assegno, Sab

La cornice era quella di una serata per la legalità e contro la corruzione. La vernice sulla cornice erano Marco Travaglio, Maurizio De Giovanni, Salvatore Borsellino e Giggino ’a Manetta in piazza Municipio, a discutere delle virtù suddette.
La cornice era quella di una serata per la legalità e contro la corruzione. La vernice sulla cornice erano Marco Travaglio, Maurizio De Giovanni, Salvatore Borsellino e Giggino ’a Manetta in piazza Municipio, a discutere delle virtù suddette: legalità e guerra alla corruzione. L’imperdibile, incorniciata visione era però la proiezione en plein air (proiettore digitale, schermo da 40 metri e impianto audio da 20 mila watt) del film “La trattativa”, il blockbuster di Sabina Guzzanti. Che siccome uscito in sala non se n’è accorto nessuno, magari amplificato in piazza a Napoli lo si notava di più. Più che la visione, s’è vista la ciccia. Perché l’arena estiva messa su dalla Confraternita della trattativa per la Leni Riefenstahl dell’Onestà è costato al comune la pillola di 21.960 euri, secondo il Corriere del Mezzogiorno, comprensivi di “pagamento gettone di presenza richiesto dall’autrice del film”. E certo non è corruzione, non è nulla fuori dai limiti della legalità (ma una trattativa sui costi ci fu?) e manco c’entra il Madoff dei Parioli. Però verrebbe da dire: mordi quell’assegno, Sabina.

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