La malinconia del Cav. e la posta non prioritaria di Augias

Imbarazza un po’ doversi occupare di Corrado Augias, un professionista solido che manda avanti da gran tempo e con puntiglio la sua rubrica di risposte ai lettori di Rep. Lettori che gli scrivono, par di capire, per posta e nemmeno prioritaria, così che spesso il responso dell’oracolo arriva sulla n
Imbarazza un po’ doversi occupare di Corrado Augias, un professionista solido che manda avanti da gran tempo e con puntiglio la sua rubrica di risposte ai lettori di Rep. Lettori che gli scrivono, par di capire, per posta e nemmeno prioritaria, così che spesso il responso dell’oracolo arriva sulla notizia più intempestivo di una precisazione della Sala stampa vaticana. Ieri ad esempio una lettrice non si capacitava “nell’osservare che la maggior parte dei mass media e strumenti dell’informazione di casa nostra (tv, radio, giornali rete)” avesse colpevolmente tralasciato di squadernare il caso della condanna del Cavaliere per compravendita di senatori. Ora, il meglio della risposta sta forse in questo inciso: “Non so dire come abbiano reagito radio e tv perché in questo periodo non posso fruirne”. E che sarà mai? Non ha pagato il canone? Ma tralasciato il particolare gustoso e rivelatore, si arriva al sodo: “Chi temeva che la fine della sua avventura politica sarebbe avvenuta tra fuoco e fiamme (quorum ego) si è dovuto ricredere”. Perché invece la fine arriva “in un progressivo, malinconico spegnimento senza sbalzi di umore, l’onta di ricatti ai quali lo ha sottoposto un gruppo di fameliche ‘escort’, la continua derisione al quale le ingrate ragazze lo hanno sottoposto nelle loro conversazioni”. Ma adesso finalmente “per la prima volta l’uomo viene condannato per un reato di natura chiaramente politica”. E quorum o non quorum, pure Augias s’è messo malinconico l’anima in pace.

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