La dieta della serpe e la denutrizione vegana dei figli

Chi tra voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe?”. E’ una delle frasi più belle del Vangelo perché denota, tra l’altro, che Gesù godeva di un razionale pensiero di natura. Ecologia della mente, si potrebbe dire. Oggi quell’evidenza cartesiana
Chi tra voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe?”. E’ una delle frasi più belle del Vangelo perché denota, tra l’altro, che Gesù godeva di un razionale pensiero di natura. Ecologia della mente, si potrebbe dire. Oggi quell’evidenza cartesiana vacilla, forse nemmeno Gesù si fiderebbe a sparare la sua domanda così, a bruciapelo. Un bambino di un anno è finito all’ospedale per “denutrizione qualitativa e grave quadro clinico di regressione neurologica”. Non è povero. E’ solo il figlio di una coppia di vegani, quelli che vanno di moda pure nei bar dove fanno i “croissant vegani”, che l’avevano sottoposto a una dieta vegana. Per preservarlo dalla corruzione della carne, immagino. A momenti lo ammazzavano. Ma per i giornali è solo “una dieta vegana sbagliata”, gli vogliono bene, volevano solo dargli una pappa più corretta. Ora sono accusati di maltrattamenti, e come sempre il giudice ce lo saremmo risparmiato. Basterebbe aver letto nella “Pastorale americana” di Roth il dramma della figlia dello Svedese, Merry, e della sua dieta ideologico-paranoica per sapere quanto siano profonde le radici di queste subculture, che sono pure antiecologiche. L’Associazione di vegani italiani ha precisato che loro “non sono fanatici religiosi, né terroristi, né crociati”. Con il che, tutti quanti sono felici e con la coscienza a posto: essere vegani non è come credere in Dio, non sia mai. Quello sì che è grave. Denutrire i figli, invece, che volete che sia?

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