L’oggetto preferito di Ferruccio de Bortoli e la (ris)coperta di Linus

Tutta una carriera a difendersi da accuse di flanellosa morbidezza, a mostrarsi grigioferro per fuggire l’immagine timida di un Charlie Brown. Poi passa il tempo e passano le direzioni, ed ecco che sotto l’uomo ne trovi un altro, con certe inedite durezze, certi urlacci come la bocca a nera caverna
Tutta una carriera a difendersi da accuse di flanellosa morbidezza, a mostrarsi grigioferro per fuggire l’immagine timida di un Charlie Brown. Poi passa il tempo e passano le direzioni, ed ecco che sotto l’uomo ne trovi un altro, con certe inedite durezze, certi urlacci come la bocca a nera caverna di Lucy. Ferruccio de Bortoli è tornato a prendersela con Matteuccio Renzi, “un premier con tendenza alla pinguedine”. Stavolta lo fa avvolgendosi nella coperta del riscoperto Linus. Intervistato da Beppe Benvenuto, accarezza il velluto contropelo. “Parla di sé in terza persona. E’ fantastico. Pensa che per governare basti raccontare una bella storia al paese”; ma ora sembra “in stato quasi confusionale”, su Marino è “meschino”. “Giovanilismo, maleducazione, arroganza”. Usare Renzi come un oggetto transazionale non è male come idea, se cerchi una nuova vita dopo quella costretta a fare the balance of power di ogni salotto buono. E poi Renzi è morbido e grasso (anche se FdB ha smentito di averlo detto). Per farla finita col passato, e staccarsi senza paura dalla propria ombra, serve una nuova coperta rassicurante. Ma, con quest’afa milanese, si rischia un po’ l’effetto indesiderato che avrebbe puntarsi un phon alla tempia. Sul ciuffo. 

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