Il giorno che è meglio non ricordarsi il mare visto da Soussa

E oggi ovviamente non è giorno che venga voglia di scrivere qualcosa. Che non sia già stato detto meglio, o persino peggio. Tantomeno è giorno che venga voglia di stare a cercare qualcuno o qualcosa con cui prendersela un po’, lo spazio mentale di mille battute. Nemmeno di De Luca e della Severino,
E oggi ovviamente non è giorno che venga voglia di scrivere qualcosa. Che non sia già stato detto meglio, o persino peggio. Tantomeno è giorno che venga voglia di stare a cercare qualcuno o qualcosa con cui prendersela un po’, lo spazio mentale di mille battute. Nemmeno di De Luca e della Severino, noiosa come una partita di biliardo. Nemmeno della noia dello Strega viene voglia di curarsi, forse ha ragione il Noto Palindromo, e dovrebbero darlo direttamente a Emma Marrone, il premio, che almeno ha un milione di follower, e contano più dei lettori. Il giorno che gli islamici fanno tre stragi disegnando un triangolo ipotetico, che sembrano cronometrate con l’Apple Watch, tanto sono precise, e la Pinotti dice “non cederemo alla paura” (ma Gesù!). Il giorno che la Corte suprema degli Stati Uniti ha sentenziato che il matrimonio omosessuale valga erga omnes, in tutti e cinquanta gli stati d’America, con divorzio o sub specie aeternitatis. Forse leggere Houellebecq, forse dare ragione a Costanza Miriano. Basta non dover scrivere. Il cielo d’estate oggi è magnifico persino a Milano, viene voglia di mare. Provo a immaginare com’era il Mediterraneo visto dalla spiaggia di Soussa, ci sono stato una volta, molto tempo fa. Non lo ricordo. Era il solito mare del cazzo. Suonavano Khaled. Il mare da cui partono o arrivano barche di morte. Ma l’orizzonte resta sempre uguale, piatto. Ti risparmia la noia di avere un punto di vista.

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