L’enciclica verde e la nera ingratitudine di Jeb Bush

Poiché oltre che devoto sono pure molto ligio, ho deciso che per me fino a oggi, ore 12, l’enciclica Laudato si’ non è ancora stata pubblicata. Non è mai stata trafugata da ignoti figuri, non è stato violato l’embargo. Sandro Magister non è mai stato sospeso dalla Sala stampa vaticana, e anzi manco
Poiché oltre che devoto sono pure molto ligio, ho deciso che per me fino a oggi, ore 12, l’enciclica Laudato si’ non è ancora stata pubblicata. Non è mai stata trafugata da ignoti figuri, non è stato violato l’embargo. Sandro Magister non è mai stato sospeso dalla Sala stampa vaticana, e anzi manco lo so chi è, Sandro Magister. Per me non sono mai usciti nemmeno gli articoli che parlano o straparlano dell’enciclica verde, nemmeno quelli dei miei eroi dei fumetti cattolici preferiti, quelli che dicono che “il Papa teme per fiumi e insetti e scorda i cristiani perseguitati” (ok, lo ammetto: il titolo di Socci l’ho letto, non ho resistito). Però quando leggo che Jeb Bush, quello della famiglia Bush, ora candidato repubblicano alle presidenziali, convertito cattolico a differenza del fratello rinato evangelical, se la prende col Papa, “non mi faccio dettare la politica economica dai miei vescovi, dai miei cardinali o dal mio Papa”, soltanto perché Francesco ha criticato la politica dei petrolieri e tutte quelle emissioni dai tubi di scappamento, mi chiedo: ma parla di teologia politica, o è solo in conflitto d’interessi? E ancora di più stupisce sentirlo dire: “La religione non si occupi di questioni che rientrano nell’ambito politico”. Questa poi. Con tutto quello che i Papi hanno fatto per la sua famiglia, hanno benedetto la caduta del Muro del babbo e la guerra dei valori del fratello. Una vera manna. Suvvia, con tutto quello che la chiesa ha fatto per i Bush, davvero quella di Jeb è la più nera ingratitudine.

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