Il Senato minacciato dai GASAD di Renzo Arbore

Ci sono archetipi oseremmo dire junghiani che sedimentano solo nell’inconscio di chi ha conosciuto la Prima Repubblica e la tv del monopolio. Ma che quando riemergono sanno spiegare il presente anche a chi è nato già rottamato.
Il Senato minacciato dai GASAD di Renzo Arbore

Renzo Arbore

Ci sono archetipi oseremmo dire junghiani che sedimentano solo nell’inconscio di chi ha conosciuto la Prima Repubblica e la tv del monopolio. Ma che quando riemergono sanno spiegare il presente anche a chi è nato già rottamato. Ad esempio i GASAD, i fulminati “Gruppi a sinistra dell’Altra domenica” che irrompevano con interferenze radio situazioniste e comunicati già densi di ogni possibile futuro civatiano nel più rivoluzionario dei programmi televisivi di Renzo Arbore. Sono riemersi ieri, out of the blue, alla notizia post-situazionista della scissione del Gal (Grandi autonomie e libertà: Arbore non ci sarebbe mai arrivato) da cui sono esondati tre senatori dei Popolari per l’Italia, andando ognun per la sua via, dopo che Mario Mauro aveva tuonato contro “riforme non condivise ed esaltazione del monocolore dell’esecutivo”. Roba da far cacare sotto il moloch del potere renzista. Molto più spavento avevano fatto i GASAD al Pci, quando s’erano impadroniti per la messa in onda di un video segreto di Enrico Berlinguer, che nell’intento di “ringiovanire l’immagine del Partito comunista per attirare le nuove generazioni” si era sottoposto a un provino per “Grease”. Fosse andata bene, “avrebbe cambiato la storia della sinistra e dell’Europa”. Andò male, e “alle prossime elezioni i giovani voteranno John Travolta”. Meglio di Mario Mauro, almeno come profezia. Se non c’eravate, lo trovate su YouTube. Come si dice: Popolari nella tua rete.

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