La “Satisfaction” alimentare di Tony Blair

Celebrare cinquant’anni di “Satisfaction” degli Stones e pensare a quanto c’è ancora di insoddisfazione alimentare in giro per il pianeta può non essere immediato
Celebrare cinquant’anni di “Satisfaction” degli Stones e pensare a quanto c’è ancora di insoddisfazione alimentare in giro per il pianeta può non essere immediato, se non altro  perché quando i ragazzi terribili cantavano “’Cause I try and I try and I try and I try / I can’t get no, I can’t get no” è difficile che avessero in cima ai loro pensieri il problema del pane quotidiano. C’è un’altra star del britpop che ha fatto i soldi vendendo al pianeta la soddisfazione dei suoi prodotti immateriali (lui li chiamava Terza via e globalizzazione) e che il problema del pane quotidiano in mente non ce l’ha. Tony Blair si sarebbe fatto beccare a chiedere 380 euro al secondo per parlare a Stoccolma a un forum intitolato “Eat” contro la fame nel mondo. Poiché ci fidiamo molto dei dati che dicono che la fame del mondo si sta riducendo grazie alla globalizzazione, e senza manco aspettare l’enciclica verde del Papa, ci fidiamo pure che non saranno gli spiccioli di Blair quelli mancanti per sfamare “mille famiglie etiopi per un anno” (è il conto che hanno fatto). E poi ci ricordiamo che quando Giuda disse “potevamo spendere quei soldi per i poveri, invece che per profumare i piedi di Gesù”, Giovanni fece un commentino lapidario: “Disse così perché era ladro e prendeva i soldi dalla cassa”. Però per Tony Blair viene in mente un’altra canzone: “Please allow me to introduce myself / I’m a man of wealth and taste”. Ma quella è “Sympathy for the devil”. Quand’è l’anniversario?

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