L’anticorruzione secondo Estragone (altro che Godot)

Si nasce tutti pazzi. Alcuni lo restano”, gli avrebbe risposto Estragone.
Si nasce tutti pazzi. Alcuni lo restano”, gli avrebbe risposto Estragone. Così avrebbe risposto al tuìt di Piero Grasso, “è arrivato Godot. Sono felice che il ddl #Anticorruzione ora sia legge”. Niente e nessuno turbi la festa grande dei pazzi per l’approvazione alla Camera della legge che innalzando le pene (sempre un po’ all’ingrosso, manco si trattasse dell’omicidio stradale) farà tutti i politici (e gli appaltatori) più buoni, compreso il redivivo falso in bilancio. “Questo paese lo cambiamo, costi quel che costi”, ha detto quell’altro. Ma sì, rivoltiamolo come un calzino, il paese. Che importa se invece del populismo penale basterebbe più snellezza, più trasparenza della Pubblica amministrazione, giacché è l’inefficienza che fa da balia al magna-magna. Nessuno turbi la festa, del resto un po’ di populismo piace pure al card. Bagnasco, “senza etica pubblica non si fanno buone leggi e se si fanno buone leggi non le si osservano”. E così Godot è arrivato. “Siamo contenti. E che facciamo, ora che siamo contenti?” (Estragone, vecchio saggio).

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