L’incredibile fuori tempo di Morgan per i talent e i social

Il rischio di sembrare fissati è da mettere in conto, ma a volte è bello farsi assalire dalla realtà. Ieri eravamo qui a parlare di Santoro come di un dinosauro del rock, che pensa la tv come un articolo di modernariato politico.
Il rischio di sembrare fissati è da mettere in conto, ma a volte è bello farsi assalire dalla realtà. Ieri eravamo qui a parlare di Santoro come di un dinosauro del rock, che pensa la tv come un articolo di modernariato politico. Poi uno va a sbattere contro Morgan, il cantante, e si ricrede: al confronto, il vecchio Michele ha la freschezza di un teenager, se non proprio di un millennial. Morgan ha presentato il Brianza Rock Festival che si terrà all’Autodromo di Monza (io all’Autodromo di Monza ci sono cresciuto, dunque faccio un po’ fatica a crederci). Vuole un festival in cui “si parla di musica e magari di letteratura, di tutto ciò che in televisione viene accantonato” e già qui si sente odore stantio di Parco Lambro. Tempo fa il frontman dei Bluvertigo ha battibeccato fino alla cacciata con il talent show di cui era giudice. Adesso dei talent e della tv dice, fresco come una rosa: “Consiglio vivamente ai ragazzi di non andarci e di non partecipare ai talent. Volete finire la vostra carriera prima ancora di incominciarla?”. “I talent sono la tomba della creatività. La televisione è buona solo per parlare del mercato e di cose effimere e i social sono la tomba della socialità”. L’avesse detto Santoro avremmo sbadigliato: vabbè, il Sessantotto. I talent invece sono belli (o piacciono, che è la stessa cosa, no?). E poi siamo o no nell’epoca dei social e del successo da acciuffare col talento e senza badare alle astruse profondità? Tu cosa hai fatto in tutti questi anni, Morgan: sei andato a letto presto? 

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi